Tra le tele, raffiguranti esclusivamente delle scene riconducibili alla vita dei santi, degne di particolare menzione sono il Martirio di San Sebastiano, la Pala di Santa Lucia attribuibile a Francesco Mancini e i due dipinti ritraenti San Francesco e Sant'Antonio, opera di Alessandro Abate. L'esterno si presenta con la facciata realizzata con l'uso di accorgimenti architettonici riconducibili sia all'età classica che vernacolare.
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SANTUARIO DI SAN GERARDO - La frazione "San
Gerardo", fa parte del Comune diPiedimonte Etneo situato alle
falde dell'Etna in provincia di Catania. La denominazione San
Gerardo, dove oggi sorge il Santuario, sostituisce "l'antico"
nome della contrada Millicucco. Tale sostituzione si deve ad una
signora del luogo, Donna Menica Mazza che, trovata un' immaginetta
del taumaturgo di Majella , chiede la propria guarigione al Santo ed
ottenutala racconta ai suoi concittadini e al clero delle visioni
celesti avute e dei miracoli operati da San Gerardo. Fu così che
Donna Menica inizia a raccogliere i fondi necessari per la
realizzazione di una chiesetta dedicata al Santo. Tale costruzione
nasce anche grazie al contributo di alcuni emigranti e agli introiti
di generi in natura che Donna Menica raccoglie andando di casa in
casa in tutti i Paesi del circondario. La prima chiesetta, sorta su
terreno, ceduto, gratuitamente, dalla Mazza stessa fu benedetta
dall'arciprete Cannavò Rosario il 3 Settembre del 1928.Da allora
tutte le domeniche e il l 6 di ogni mese si celebrano le Sante Messe;
la piccola chiesetta non è più in grado di accogliere le folle dei
devoti, ed è così che si pensa a costruire una Chiesa più grande
nell'immediata vicinanza. Sul progetto dell'ingegner Vicari di
Acireale si dà inizio ai lavori per la nuova chiesa che viene
ultimata e benedetta il 31 Agosto 1941 dal Vescovo della Diocesi di
Acireale Mons. Salvatore Russo che la erige a parrocchia. Il primo
parroco è il sacerdote Pappalardo Giuseppe succeduto da Don
Carmelino Linguaglossa. Successivamente, (per penuria di sacerdoti),
la parrocchia viene soppressa. I devoti fedeli esprimono il
desiderio di elevare la Chiesa a Santuario, ma tale richiesta non
viene accettata dal Vescovo a causa della mancanza di strutture
adeguate all'accoglienza dei pellegrini che, malgrado ciò,
continuano a riempire la Chiesa nel corso delle attività e delle
funzioni religiose. Il 16 Ottobre 1999 tale richiesta viene
presentata al nuovo Vescovo S.E. Mons. Gristina il quale, constatate
la buona volontà dei fedeli, l'imminente arrivo dell'anno giubilare
ed essendoci già un terreno in possesso della Chiesa nelle immediate
vicinanze, permette la realizzazione di una struttura atta ad
accogliere i pellegrini. Lo stesso Vescovo acquista dei prefabbricati
per incrementare tale iniziativa. Si incomincia cosi a lavorare al
nuovo centro di "accoglienza pellegrini" con l'ausilio di
volontari e benefattori a costo di grandi sacrifici, dimostrando
sempre disponibilità e collaborazione: tutto il lavoro di privati e
di imprese si è svolto all'insegna dell 'anonimato. Il 16 Giugno
del 2000 alle ore 18:00, S.E. Mons. Gristina, insieme agli
amministratori locali e a numerosissimi fedeli , eleva a SANTUARIO
la CHIESA DI SAN GERARDO, benedicendo anche il centro di "accoglienza
pellegrini" dove è stata posta la STATUA DELLA MADONNA DEL
SORRISO.
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CHIESA SAN MICHELE - Il principe Ferdinando Francesco la
fece costruire nel 1718, per assolvere ad un voto fatto durante una
violenta sommossa popolare nella città di Palermo. Ritornata la
tranquillità, il Principe, riconoscente verso l’arcangelo San
Michele, che aveva esaudito le sue preghiere, volle dedicargli un
tempio proprio nel paese che egli particolarmente amava e ne curava
la crescita, anche da lontano. L’interno è di modesta
architettura.
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CHIESA DI SANT' IGNAZIO - Chiesa
Sant'Ignazio.E’ detta anche Chiesa del Carmine. Ebbe tre fasi di
costruzione: la prima nel 1689 (di essa rimane un’elegante bifora
di arte rinascimentale murata nel lato est dell’edificio); la
seconda nel 1693, dopo il terremoto dell’11 gennaio che devastò la
Sicilia orientale. La terza avvenne nel 1895. Ritenute ormai vecchie
le sue strutture fu demolita e ricostruita più ampia e in stile
neogotico.
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CONVENTO CAPPUCCINI - Fu costruito per volere del Principe Ferdinando
Francesco, con annesso convento dei padri Cappuccini. Nel suo interno
si ammirano opere di un certo valore: gli altari laterali in intarsio
di legno e l'altare maggiore scolpito in legno. Alla sua base vi è
l'elegante custodia del Sacramento, caratterizzata da una
sovrapposizione di colonne e nicchie. Nell'alto della tribunetta
spicca la scultura lignea dell'Immacolata. Fra i due altari di destra
si apre la cappella del Purgatorio.
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CHIESA MARIA SS. DELLE GRAZIE ( PRESA ) CHIESA CALVARIO
Nella nascente
comunità presese il culto religioso rivestiva (come al giorno
d'oggi) un posizione di dominante centralità ed era tra le più
sentite l'esigenza di creare un punto di richiamo religioso al centro
del paese. Valse l'impegno di tutti i residenti perché nel 1846 fu
elevata una chiesetta che nel 1873 fu ampliata con due ali laterali e
concepita ricalcando quello stile neo-classico nell'architettura e
negli ornamenti che si ritrova e la collega idealmente alla Chiesa
Madre di Piedimonte. Da rurale quindi, la Chiesa divenne con decreto
vescovile sacramentale e fu dedicata alla Madonna delle Grazie; fu
eretto un fonte battesimale e il primo febbraio 1875 si celebrò il
primo matrimonio, ma Presa rimaneva legata alla parrocchia di
Piedimonte per tutte le formalità burocratiche. L'aspirazione dei
presesi all'autonomia religiosa e spirituale divenne realtà nel
1922: la parrocchia di Presa iniziò così il suo cammino
indipendente nella fede sotto la guida di Padre Giacomo Ragonese, cui
nel 1964 succedeva Don Salvatore Zappalà. In seguito allo
spostamento di questi presso la parrocchia di Calatabiano venne poi
nominato parroco Don Salvatore Guarrera, sacerdote ripostese,
scomparso nel 2008 dopo lunga ed intensa attività pastorale. La sua
eredità fu raccolta da Padre Angelo Bottali, religioso del movimento
ecclesiale "I Ricostruttori nella preghiera", a cui succede
nell'ottobre del 2010 Padre Virgilio Agostinelli, attuale arciprete
ed anch'egli sacerdote del movimento fondato da Padre Gian Vittorio
Cappelletto. Nel 1931 a Presa Superiore, la parte più antica del
paese, fu edificata una chiesetta, ribattezzata poi del Calvario,
restaurata negli anni novanta e oggi apprezzato luogo di meditazione
e ritiro spirituale. Il culto della patrona Maria SS. Delle Grazie è
molto sentito nel paese: ogni anno i festeggiamenti in suo onore si
svolgono la seconda domenica di agosto con corale partecipazione di
gente ed un contorno di spettacoli serali che per tutto il mese fanno
di Presa un invidiabile polo di attrazione turistica.
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SANTUARIO VENA E LA FONTE
Questo Santuario si trova
nella frazione di Vena, a poca distanza da Piedimonte Etneo. Le
origini dovrebbero risalire al 597 dell'era cristiana. Alcuni monaci
Basiliani, per sfuggire alle persecuzioni, si inerpicarono sulle
alture dell'Etna, portando con loro un quadro della Madonna, dipinta
su una tavola di cedro.
Una leggenda racconta che la mula che
trasportava il quadro, ad un certo punto si fermo' e cominciò a
scavare con gli zoccoli il terreno, ed in quel punto apparve una
"vena" d'acqua. I monaci lo considerarono un segno divino,
e decisero di fermarsi nel posto indicato dalla mula. E proprio lì
con il consenso di Papa Gregorio Magno, fondarono il monastero
gregoriano di Vena. Il culto della Madonna di Vena ebbe in quelle
zone una grande diffusione.
La storia di Vena ha origini antiche,
la sua chiesa sorge sui ruderi del vecchio monastero basiliano,
distrutto nel corso dei secoli. All'interno della moderna struttura
si possono osservare pregiati mosaici che descrivono la storia del
monastero. Il Santuario mariano di Vena custodisce una immagine
antica della Vergine col Bambino. Una tavola spessa di cm. 3, di
dimensioni cm. 170 x 67. Si ritiene che sia una icona bizantina del
VI secolo. E' un'immagine della Vergine di tipo Odigitria. Il disegno
e la trattazione del colore rende difficilmente ogni raffronto con
altri dipinti antichi conosciuti dell'area bizantina. E’ un dipinto
molto venerato a Vena e nei dintorni. Il nuovo tempio fu costruito
nel 1905 e completato nel 1930. In seguito, oltre ai lavori per una
costante manutenzione, sono stati fatti parecchi lavori di
rifinimento, di consolidamento e di abbellimento, soprattutto tra gli
anni ottanta e novanta, in vista del XIV Centenario del Santuario. Le
vetrate istoriate, che presentano in bellissime immagini Maria,
Mediatrice, “Vena di tutte le grazie”, predetta con simboli e
figure nell’Antica Alleanza e operante nella Nuova, come socia di
Cristo Gesù, Redentore del mondo.
I mosaici illustrano l’origine
storica e il messaggio del Santuario in meravigliose scene bibliche
ed evangeliche, che riportano anche, in lingua italiana, passi
scritturistici, tra i più significativi al riguardo.
Una
catechesi visiva bella, utile alle presenti generazioni e alle
future.