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La denominazione attuale risale al 1862 quando il Consiglio Civico, su richiesta del Prefetto della Provincia, che faceva rilevare l'esistenza nel Regno d'Italia di un altro paese con lo stesso nome (Piedimonte d'Alife in Campania), deliberò che per distinguerlo dall'altro suo omonimo all'originario nome di Piedimonte fosse aggiunta la parola "Etneo".

In realtà il toponimo originale con il quale era conosciuto il luogo dove sorsero le prime case del paese era "Belvedere". Esso compare, infatti, in vari documenti e lo storico Vito Amico, nel suo Dizionario topografico della Sicilia, del 1756, ne fa un preciso accenno, confermandone la tesi. E' certo comunque che la fondazione ufficiale del paese si deve a Ignazio Sebastiano Gravina Amato (1657~1694), terzo Principe di Palagonia. Fu questi che nel 1687 ottenne, dietro sentenza dell'allora Tribunale del Real Patrimonio, l'atto di concessione che gli consentiva di costruire nei territori del feudo.

Dal 1689 Ignazio Sebastiano dimorò stabilmente a Piedimonte e da qui seguì personalmente la realizzazione di nuove abitazioni da destinare ai coloni. Già nel 1687 aveva fatto costruire il palazzo baronale e nel 1693, un anno prima della sua morte, leggenda Chiesa di S.Ignazio, prima matrice di Piedimonte, che il Principe volle dedicare al culto di S.Ignazio di Loyola, poteva dirsi completata.

A partire dal 1695, con l'investitura di Ferdinando Francesco, figlio primogenito del fondatore, iniziò per Piedimonte un periodo di grande sviluppo e di profonde trasformazioni. Al nuovo Principe di Palagonia, il quarto dal 1630, che governò Piedimonte per più di quarant'anni, si deve infatti l'espansione settecentesca e la realizzazione di una serie di importanti opere pubbliche. Dalla prima metà del Settecento, con l'apertura dello "stradone" e la realizzazione del magnifico fondale stenografico di Porta S. Fratello,voluti da Ferdinando Francesco, si inaugurò per Piedimonte una nuova ed importante stagione di sviluppo urbanistico e civile